Una studentessa italiana scrive: È sempre un grande problema riuscire a far capire la differenza tra passato prossimo e imperfetto. So che ci sono delle regole ben precise e questo è chiaro. Ma in alcuni casi limite la differenza non è assolutamente chiara; per esempio in un testo abbiamo letto: “Nel corso dei secoli il paese ha ospitato tanti personaggi illustri che ci andavano per curarsi con le acque termali”. A questo punto tutti mi chiedono: “ma perché HA OSPITATO se l’azione si è ripetuta nel corso dei secoli?” A questa domanda non ho mai una risposta concreta. Dico semplicemente che io, essendo italiana, sento che la frase è corretta così, ma non so il perché!
Se l’autore del testo avesse scelto l’imperfetto, avrebbe segnalato che l’azione non è ancora conclusa. Scegliendo il passato prossimo, l’autore considera l’azione finita, anche se i suoi effetti possono continuare nel presente.
Vediamo la differenza tra l’uso dell’imperfetto e del passato prossimo più approfonditamente.
Regola generale
L’imperfetto si usa per esprimere:
- la descrizione di abitudini ricorrenti nel passato
La mattina si svegliava sempre prestissimo.
Fumava come una ciminiera.
2. azioni che si stavano svolgendo nel passato, ma che sono state interrotte da altre
Mentre riordinavo la cucina ha suonato il postino.
3. azioni o fatti senza margini temporali rilevanti e contemporanei
Il gatto giocava con il gomitolo ed il cane rincorreva la palla.
4. la descrizione di sentimenti
Era sempre allegro.
5. le caratteristiche di persone, luoghi o situazioni
Era alto e aveva gli occhi azzurri.
Il passato prossimo si usa per esprimere:
- azioni finite nel passato ma i cui effetti continuano nel presente
Hai studiato veramente poco per questo esame, per questo non l’hai passato.
2. azioni che interrompono un’altra in svolgimento
Guardavo la TV ed è andata via la corrente.
















