La parola del giorno: CAPELLI BIONDI

capelli biondi

Today’s word is CAPELLI BIONDI.

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 capelli biondi  –  blonde hair,  ブロンド

La donna ha i capelli biondi – The woman has blond hair,  その女性の髪はブロンドです。

Una donna con i capelli biondi - A blonde haired-woman, ブロンドの髪の女性


 

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L’italiano al cinema – Pinocchio (1a parte)

Le avventure di Pinocchio è uno sceneggiato televisivo in cinque puntate, tratto dall’omonimo romanzo di Carlo Collodi, diretto dal regista Luigi Comencini e trasmesso per la prima volta dalla RAI negli anni 70.

Comencini ha dato del “suo” Pinocchio una visione particolarmente delicata e poetica, restituendo una patina di sommessa malinconia all’intera vicenda, nonostante la partecipazione di alcuni attori conosciuti più che altro per le loro interpretazioni in ruoli comici. Secondo Paolo Mereghetti lo sceneggiato ebbe un “cast perfettamente azzeccato”, con una soddisfacente riduzione dal libro con “più realismo sociale a (lieve) discapito della componente fantastica”

Lo sceneggiato ebbe un grande successo nel 1972, confermato negli anni da diverse repliche televisive e anche dal successo della pubblicazione in home video.

Gli attori protagonisti furono Andrea Balestri (Pinocchio), Nino Manfredi (Geppetto), Gina Lollobrigida (Fata Turchina), Franco Franchi (il Gatto), Ciccio Ingrassia (la Volpe), Vittorio De Sica (il giudice), Lionel Stander (Mangiafoco).

La celebre colonna sonora fu composta da Fiorenzo Carpi.

pinocchio

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La parola del giorno: SODDISFATTO

soddisfatto

Today’s word is SODDISFATTO.

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 SODDISFATTO  –  satisfied,  満足した

Sono soddisfatto del voto preso all’esame di matematica.

I am satisfied with the grade I received on my math test.

私は、数学のテストの点に満足している。

 

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La parola del giorno: PAURA

paura

Today’s word is PAURA.

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 PAURA  –  fear,  心配

avere paura dito be afraid of,  (を)恐れる

 

Ho paura dei serpenti perchè possono essere pericolosi.

I am afraid of snakes, because they may be poisonous.

蛇は毒があるかもしれないから、怖い。

Ho paura di uscire da solo/ da sola di notte in città.

I am afraid to go out alone at night in the city.

街を一人で夜、出歩くのが怖いです。

 

Il ragazzo ha paura.

The boy is afraid.

少年は怖がっています。

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Cheesecake alle fragole senza il forno

Image

Ingredienti:

-  per la base:

  • 150 g di biscotti tipo Digestive (anche i Petit vanno bene)
  • 75 g di burro sciolto a bagnomaria
  • 30 g di zucchero di canna
  • 1 pizzico di cannella in polvere
  • 1 pizzico di sale

- per la crema:

  • 550 g di Quark (o Philadelphia)
  • 230 g di yogurt intero
  • 80 g di panna da montare
  • 8 g di agar agar
  • 2 cucchiai di zucchero

- per la copertura:

  • 400 g di fragole (250 g per la gelatina e 150 g per decorare)
  • 50 g di zucchero
  • 6 g di agar agar
  • 1 cucchiaio di acqua

Procedimento:

Ritagliate un disco di carta da forno delle dimensioni della vostra teglia (aiutatevi capovolgendo la teglia sulla carta e seguitene i contorni con una bella matita appuntita, proprio come alle elementari, bravi!).

Spezzetate i biscotti in un mixer. Riduceteli in sabbia insieme alla cannella e al sale. Unite lo zucchero di canna e il burro fuso. Mescolate per amalgamare bene il tutto.

Versare l’impasto nella teglia e pressatelo bene con il corso di un cucchiaio, ma con le zampine viene meglio (gli igienisti mi hanno costretto a scriverlo). Formate uno strato uniforme e mettetelo a riposare nel freezer per 20 minuti.

Nel frattempo preparate la crema. Mettete il Quark in una ciotola insieme allo zucchero e con un battitore elettrico formate una bella crema. Unite lo yogurt e montate ancora fino ad amalgamare bene il composto.

In un tegamino versate la panna liquida e riscaldatela fino al raggiungimento del bollore. Spegnete e aggiungete l’agar agar mescolando continuamente. Le quantità variano a seconda della marca. Controllate le istruzioni sull’etichetta e calcolatene per 500 g di crema. Fate intiepidire la gelatina pannosa e aggiungetela al composto di Quark e yogurt.

Amalgamate bene e versate nello stampo, sopra la base ben indurita. Lasciate riposare lo stampo, ma questa volta in frigo, per circa 2 ore.

Quando la crema si sarà rassodata passate alla copertura. In un tegame mettete 250 g di fragole tagliate a pezzetti con lo zucchero e un cucchiaio d’acqua. Accendete il fuoco e cuocete per 5 minuti finchè non si inizierà a formare uno sciroppo denso. Spegnete e frullatele con un mixer. A questo punto aggiungete l’agar agar e mescolate.

Versate lo sciroppo intiepidito sul cheesecake e lasciate riposare in frigo per un’altra ora. Poco prima di servire decoratelo con le fragole rimaste e della panna montata.

Buon appetito e non mi ingrassate, per carità!

Foto: © Tesco RealFood

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L’Italia che non lavora

lavoro

Ma cos’è questa crisi?, diceva una canzone degli anni Trenta. Se la misuriamo con i dati relativi all’occupazione in Italia, “questa crisi” è una cosa molto grave. Secondo l’Eurostat, l’ufficio di statistica dell’Unione europea, l’Italia ha quasi 61 milioni di abitanti, ma solo 22 milioni hanno un lavoro.

Detto in altri termini: in Italia solo una persona su tre, o poco più, ha un lavoro regolare. Gli altri sono disoccupati, bambini, anziani. E poi c’è un esercito di persone adulte che non cerca lavoro, vive con il sostegno delle famiglia e per questo non risulta disoccupato.

Per fare un confronto: sempre secondo l’Eurostat, in Germania lavorano più di 40 milioni di persone, quasi la metà della popolazione. Il problema colpisce più gravemente i giovani, soprattutto se vivono in certe regioni del Sud.

La zona dove c’è meno lavoro è la provincia di Crotone, in Calabria, dove due giovani su tre emigrano, o almeno ci provano. In alcune province del Meridione la situazione è così drammatica che perfino il flusso di stranieri in cerca di lavoro è diminuito. Chi arriva in Italia dall’Africa o dall’Asia in cerca di lavoro preferisce andare in altri paesi d’Europa.

Glossario:

  • misurare: determinare la misura di una grandezza; eseguire una misurazione; prendere (o trovare, stabilire, calcolare) le misure di qualche cosa;
  • l’occupazione: l’insieme dei lavoratori occupati in un determinato settore, o in tutti i settori: l’o. agricola, terziaria; l’o. giovanile; livello, tasso di o.; le leggi sull’o.; la crisi dell’occupazione;
  • il disoccupato: s. m. e agg. chi o che non ha o non trova un’occupazione; in senso ristretto, chi è stato privato della sua abituale occupazione (e del reddito relativo) ed è quindi in cerca di un’altra (distinto perciò da inoccupato): essere, restare d.; ha il marito d. da varî mesi; il numero dei d. è in leggero aumento;
  • l’anziano: s. m. e agg. di età avanzata, in senso assoluto o in relazione ad altri: un uomo a., una signora a.; comincia ad essere a.; il più a. dei quattro non superava i quarant’anni; come s. m., spec. al plur.: i giovani e gli a.; il problema sociale degli anziani;
  • l’esercito: per estens., grande moltitudine di persone, di animali o anche di cose (con riferimento, talora, alla disposizione più o meno ordinata, oltre che alla quantità): un e. di ricercatori lavora per salvare una vita umana (Alvaro); vi siete mai trovata, dopo una pioggia di autunno, a sbaragliare un e. di formiche? (Verga);
  • il sostegno: fig. aiuto, appoggio, materiale o morale, rappresentato da persone o cose (frequenti, in questa accezione, le locuz. a sostegno, di sostegno, con valore finale): è stato lui il s. della famiglia; non gli è mai mancato il s. del padre; nella sofferenza, non gli è venuto mai meno il s. della fede; l’aviazione è intervenuta a s. delle truppe terrestri; ha addotto nuovi argomenti a s. della propria tesi;
  • il confronto: l’atto, l’operazione, il fatto di confrontare, di essere confrontato: fare il c. di due oggetti; mettere a c. le parole coi fatti; il c. delle impronte digitali è risultato negativo; i c. sono odiosi (frase proverbiale);
  • colpire: recare grave danno, materiale o morale: le loro calunnie miravano a c. soprattutto i dirigenti dell’istituto (o la loro onoratezza); ricorrevano a ogni mezzo per c. i loro avversarî politici; o ferire nell’intimo, provocare grave dolore: il suo comportamento mi colpisce profondamente; essere colpito nei proprî affetti più cari (per es., per la morte di un congiunto);
  • emigrare: lasciare il territorio di origine, per andare a vivere, temporaneamente o stabilmente, altrove, soprattutto per ragioni di lavoro: è emigrato dall’Italia in America;
  • provarci: provare in unione con una particella pron., tentare, arrischiarsi, osare: voglio provarmi anch’io; pròvati almeno a chiederglielo; se non ti ci provi neppure, non potrai mai riuscire; e con tono di minaccia: non ti ci provare nemmeno!; guarda di non provartici!; provati a darmi fastidio e vedrai!; se vi provate a toccarlo, guai a voi! (più com. con la sola particella ci, in funzione di pron. dimostr., cioè «provare a fare ciò»: pròvaci, e vedrai quello che ti succede!);
  • il Meridione: il complesso delle regioni meridionali di una nazione: il m. della Francia. Con riferimento all’Italia meridionale, è quasi sempre usato assol. (e spesso scritto con l’iniziale maiuscola): vivere, trasferirsi nel Meridione; i costumi tipici del Meridione;
  • diminuire: diventar minore: d. di peso, di pregio, di valore; è diminuito il numero degli abbonati; le entrate continuano a d.; diminuiscono le probabilità;
  • preferire: anteporre (nella stima, nell’affetto, nella simpatia, nella valutazione dei vantaggi o dei piaceri che se ne possono trarre) una persona o una cosa a un’altra o ad altre; può riferirsi a un giudizio, a un gusto personale, anche abituale: p. l’estate all’inverno; p. la prosa alla poesia; preferisco in genere il vino rosso.

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Turismo in pillole: Bolzano

Gustate la squisita pasticceria dell’Hotel Laurin, un edificio storico di fine Ottocento. Il bar è decorato con affreschi in stile liberty e ha un lussureggiante giardino. Il venerdì sera c’è sempre un concerto jazz.

Hotel Laurin

Hotel Laurin

Passeggiate per le animate vie del centro, percorrendo Via Grappoli e Via Bottai. Qui, nel Medioevo, c’erano i vignaioli e i costruttori di botti. Si possono ammirare ancora le insegne originali in ferro battuto.

Nell’elegante Via Dr. Streiter troverete negozi di design e locali frequentati. Fermatevi per un aperitivo ai Banchi del Pesce, un’enoteca ricavata tra i banchi di marmo su cui, in passato, veniva esposto il pesce.

Via Dr. Streiter

Via Dr. Streiter

Non perdete la passeggiata storica di Sant’Osvaldo: partite dal Parco del Talvera e alite sul Monte Tondo. Sarete circondati da vigneti che cambiano colore a seconda della stagione e avrete una magnifica vista sulla città, sulla vallata e sulle maestose montagne che la circondano.

Passeggiata di Sant'Osvaldo

Passeggiata di Sant’Osvaldo

Noleggiate una bicicletta in Via Stazione e da qui percorrete la pista ciclabile che costeggia il torrente Talvera e il fiume Isarco, fino ad arrivare alla confluenza dell’Isarco con l’Adige, ai confini della città.

Lungo il percorso fermatevi ad ammirare i due ponti sinuosi di architettura contemporanea che collegano le sponde del Talvera davanti al Museion, il Museo di Arte contemporanea.

Il Museo di Arte contemporanea Museion

Il Museo di Arte contemporanea Museion

Per uscire dalle rotte turistiche, visitate Castel Flavon. Potete raggiungerlo con una passeggiata nei boschi della collina di Aslago o in 10 minuti di automobile.

Castel Flavon

Castel Flavon

  •  la pasticceria: assortimento di dolci e pasticcini di un determinato tipo: pasticceria da tè, pasticcini di varia preparazione e forma, serviti tradizionalmente con il tè;
  • lo stile liberty: termine usato, soprattutto in Italia, per designare lo stile «floreale» diffusosi in Europa e in America tra la fine dell’800 e il primo ’900 (altrove designato con altri nomi: art nouveau in Francia, modern style in Inghilterra, Jugendstil in Germania e in Austria): caratterizzato da linee curve, sinuose ed eleganti, da motivi naturalistici derivati da fiori e da piante e dal gusto per l’arte dell’Estremo Oriente, si affermò spec. nell’architettura e nell’arredamento: lo stile l.; gioielli, mobili, illustrazioni l.; una facciata liberty. Come sost., l’insieme delle manifestazioni dell’arte e del gusto liberty: la rivalutazione del l.; il l. architettonico spagnolo;
  • lussureggiante: part. pres. di lussureggiare, anche come agg., rigoglioso, florido: alberi lussureggianti di rami, di foglie; la lussureggiante vegetazione equatoriale; Lussureggiante ... germoglia La torta vite ov’è più l’orto aprico (T. Tasso);
  • il vignaiolo: chi coltiva la vigna: la parabola dei cattivi vignaioli; sedevano alla verdura, sotto le pergole dei vignaroli (A. Baldini);
  • la botte: recipiente in forma pressoché di doppio tronco di cono, costituito da doghe di legno opportunamente incurvate e mantenute strettamente a sesto da cerchiature, chiuso alle due estremità da fondi circolari, e di solito fornito di un foro (cocchiume) nella parte più gonfia e di un altro (spina) su uno dei fondi presso il bordo; si usa per conservare il vino e altre bevande, qualche volta anche per trasportare sostanze solide incoerenti: travasare il vino nelle b.; rabboccare, spillare la b.;
  • il ferro battuto: ferro lavorato a martello per la produzione di oggetti ornamentali (lanterne, alari, ferrature di porte, ringhiere, cancelli, inferriate, ecc.), spesso di notevole valore artistico: lavori in f. battuto, un lampadario di f. battuto;
  • circondare: essere disposto tutt’intorno, contenere in sé: la siepe che circonda l’orto; il bel paese Ch’Appennin parte, e ’l mar circonda e l’Alpe (Petrarca);
  • la vallata: valle ampia e aperta, considerata in tutta la sua estensione longitudinale e trasversale e nel complesso dei suoi aspetti: una v. irrigua, fertile, popolosa; il castello domina tutta la vallata;
  • noleggiare: prendere a nolo, detto propriam. di imbarcazioni, per trasporto di persone o di merci: avevamo noleggiato una barca e ci davamo alla pazza gioia in mezzo alle onde, remando a turno (Luce D’Eramo); n. un battello, un motopeschereccio; per estens., di altri mezzi di trasporto: n. un’autovettura, una bicicletta; e anche di beni d’uso e oggetti varî: n. un pianoforte, una macchina per scrivere, un abito da maschera, una videocassetta, un ombrellone sulla spiaggia, ecc. ;
  • la pista ciclabile: percorso protetto riservato al transito delle biciclette, lo stesso che ciclopista;
  • la confluenza: unione di due corsi d’acqua o di due ghiacciai; anche il luogo dove si uniscono: alla c. del Ticino col Po;
  • sinuoso: che ha un andamento caratterizzato da frequenti curve, alternativamente convesse e concave rispetto a una stessa direttrice: costa, strada s.; un fiume dal corso s.; il contorno s. delle dune;
  • la sponda: tratto di terreno che delimita una distesa o un corso d’acqua (sinon. più elevato di riva): la s. del mare; le s. del lago, di un fiume, di un canale; Soffermati sull’arida sponda, Volti i guardi al varcato Ticino (Manzoni); Né più mai toccherò le sacre s. (Foscolo, dell’isola di Zacinto);
  • la rotta: il percorso che una nave segue o si propone di seguire in mare (r. marittima) e, per analogia, il percorso seguito da un aeromobile (r. aerea), o anche da un’astronave o da un missile spaziale; anche la rappresentazione di tale percorso sulle carte geografiche;
  • la collina: elevazione del terreno, piuttosto estesa e prolungata; in geografia fisica, rilievo poco elevato su un piano, per lo più alluvionale, costituito da roccia in sito oppure da materiali di trasporto eolico, alluvionale o morenico.

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Lucio Battisti – La canzone del sole

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Una statistica ha confermato quello che in Italia tutti sapevano: la canzone più suonata e cantata dagli italiani è La canzone del sole, scritta da due persone che hanno fatto la storia della canzone italiana negli anni Settanta: il paroliere Mogol (che in realtà si chiamava Giulio Rapetti) e il cantante Lucio Battisti.

Basta suonare in quest’ordine gli accordi di la, di mi, di re, e ancora di mi e il gioco è fatto: tutti inizieranno a cantare. In spiaggia, a cena o in un parco.

Forse la chiave del successo di questa canzone sta nella semplicità della sua melodia. Oppure nel testo, che contrappone la gioventù come età dell’innocenza al mondo degli adulti che ci corrompe. O anche nel fatto che Lucio Battisti nel 1971 era il cantante più famoso in Italia, il “Numero uno” (così si chiamava anche la sua casa discografica).

Dopo più di 40 anni, potete sentire ancora questa canzone suonata da giovani i cui genitori, all’epoca, erano ragazzi.

  • confermare: rendere sicura una cosa, dimostrarla vera: i fatti confermeranno le mie parole; le notizie dei giornali sono state confermate da un comunicato ministeriale; con la vittoria nella partita ha confermato di essere il migliore;
  • suonare: produre una canzone attraverso uno strumento elettronico, radio, lettore CD, ecc. ;
  • il paroliere: chi scrive i versi o le parole per una canzone o per altra composizione di musica leggera; in partic., chi adatta le parole a musica già composta;
  • la, mi, re : le note musicali A, E, D;
  • iniziare: dare inizio, compiere i primi atti di un’azione o di una serie ordinata e conseguente di operazioni; è in genere sinon. di cominciare, ma meno pop. e con accezioni e usi più limitati;
  • la chiave: ciò che bisogna conoscere per risolvere problemi, giochi, per interpretare scritture cifrate, per trovare la soluzione di affari misteriosi o complicati (della realtà o della fantasia);
  • contrapporre: opporre, mettere contro: c. una diga alla furia delle onde; fig.: c. il diritto alla violenza; c. una citazione a un’altra; c. due tesi, due proposte, due opinioni diverse; posso c. ai tuoi argomenti altri molto più validi;
  • corrompere: depravare, guastare spiritualmente: c. i costumi, l’animo, la gioventù, la società; le cattive letture corrompono il gusto;
  • la casa discografica: società che produce e diffonde i dischi fonografici: casa d., incisioni d.; lo sviluppo dell’editoria discografica;
  • i cui: dei quali (i genitori dei quali figli)

Testo

Le bionde trecce gli occhi azzurri e poi
le tue calzette rosse
e l’innocenza sulle gote tue
due arance ancor più rosse
e la cantina buia dove noi
respiravamo piano
e le tue corse, l’eco dei tuoi no, oh no
mi stai facendo paura.
Dove sei stata cos’hai fatto mai?
Una donna, donna dimmi
cosa vuol dir sono una donna ormai.
Ma quante braccia ti hanno stretto, tu lo sai
per diventar quel che sei
che importa tanto tu non me lo dirai, purtroppo.
Ma ti ricordi l’acqua verde e noi
le rocce, bianco il fondo
di che colore sono gli occhi tuoi
se me lo chiedi non rispondo.
O mare nero, o mare nero, o mare ne…
tu eri chiaro e trasparente come me
o mare nero, o mare nero, o mare ne…
tu eri chiaro e trasparente come me.
Le biciclette abbandonate sopra il prato e poi
noi due distesi all’ombra
un fiore in bocca può servire, sai
più allegro tutto sembra
e d’improvviso quel silenzio fra noi
e quel tuo sguardo strano
ti cade il fiore dalla bocca e poi
oh no, ferma, ti prego, la mano.
Dove sei stata cos’hai fatto mai?
Una donna, donna, donna dimmi
cosa vuol dir sono una donna ormai.
Io non conosco quel sorriso sicuro che hai
non so chi sei, non so più chi sei
mi fai paura oramai, purtroppo.
Ma ti ricordi le onde grandi e noi
gli spruzzi e le tue risa
cos’è rimasto in fondo agli occhi tuoi
la fiamma è spenta o è accesa?
O mare nero, o mare nero, o mare ne…
tu eri chiaro e trasparente come me
o mare nero, o mare nero, o mare ne…
tu eri chiaro e trasparente come me.
Il sole quando sorge, sorge piano e poi
la luce si diffonde tutto intorno a noi
le ombre ed i fantasmi della notte sono alberi
e cespugli ancora in fiore
sono gli occhi di una donna
ancora piena d’amore.

L’italiano in TV: Love Bugs – Il nostro letto

lovebugs

Love Bugs è una sitcom televisiva italiana prodotta dal 2004 al 2007 e trasmessa da Italia 1. La sitcom è basata sul format originale canadese Un gars, une fille.

La prima stagione della sitcom vede protagonista la coppia formata da Fabio e Michelle. Fabio, originario della Romagna, è un commercialista e convive a Milano da sette anni con la sua fidanzata svizzera Michelle, impiegata, molto carina, ma con manie e abitudini molto precise, che più di una volta mettono in difficoltà Fabio. Gelosa fino al midollo, la tranquilla Michelle si trasforma immediatamente in una belva ogni volta che Fabio (e ciò accade di frequente) fa il cascamorto con altre ragazze; in particolare, Michelle è gelosissima di Cristina, la giovane segretaria di Fabio, ed ogni volta che viene fuori l’argomento, Fabio è costretto a sorbirsi delle terribili scenate da parte della sua fidanzata.

Lei vorrebbe passare con lui molto tempo, tanto da trascinarlo spesso in luoghi come beauty farm, teatri e musei che Michelle adora, e che invece Fabio proprio non sopporta. Lui vorrebbe invece trascorrere più tempo con i suoi amici, con cui pratica sport, passa le serate assieme a fare baldoria e va allo stadio a tifare per l’Inter, ma Michelle quasi sempre si intromette nei suoi piani.

Insieme frequentano una coppia di amici, Marco e Daniela, con cui si vedono spesso per trascorrere qualche serata fuori o qualche weekend. Una cosa che davvero Fabio non sopporta del suo rapporto con Michelle è il dover avere a che fare con Rossana, l’acida madre della sua ragazza, la quale non lo ha mai preso in simpatia (e viceversa), e con cui finisce sempre per avere dei terribili litigi.

Personaggi e interpreti

  • Fabio (stagioni 1-2), interpretato da Fabio De Luigi.
  • Michelle (stagione 1), interpretata da Michelle Hunziker.

Trascrizione

• Fabio, mi fai finire il mio capitolo?
• È partito il bombardiere e quando parte il bombardiere …
• Smettila.
• Cosa stai leggendo di così interessante?
• Una storia bellissima di una ragazza che parte per l’Africa.
• L’Africa? L’Africa è piena di mandrilli così. E non si passa. Devi spostarli, bastonarli …
• L’Africa nera, al centro dell’Africa nera.
• Bella l’Africa nera, tutta calda, lei tutta nuda, bella nuda, completamente, tutta unta …
• Fabio, è una storia mistica di una ragazza che va a cercare sé stessa.
• Sé stessa, infatti in questo caldone tutta sudata si siede e da dietro un boschetto esce fuori uno e gli fa: “Cosa stai cercando, che t’ho trovata io? Vieni qui”.
• Che ti ridi?

• Ciao, vado.
• Ciao.
• Cosa fai amore?
• Sto tirando fuori i panni per fare la lavatrice.
• E perché li annusi?
• Per dividere i miei dai tuoi.
• Come mai?
• Perché i miei li lavo sotto capi delicati.
• E i miei?
• Con l’acido muriatico, amore.
• Sempre esagerata il mio amore, sempre esagerata.
• Bene, io vado. Ciao. Ci vediamo stasera, eh?

• Gatti, allora, diamoci una mossa! Non vedete che c’è una gatta lì che vi cerca? Se fossi io al vostro posto …

• Buongiorno, amore. Abbiamo fatto tardi ieri sera, eh?
• Ciao.
• Che ore erano?
• Le due, più o meno.
• Strano perché io alle 5 del mattino sono andata in bagno e non c’eri ancora.
• Alle 5?
• Allora saranno state le 5. Ho un ricordo un po’ vago, amore.
• Cosa hai fatto fino a quell’ora?
• Niente, birretta coi colleghi …
• Con i colleghi? Eravate tutti uomini, no?
• Sì.
• E chi eravate?
• Chi eravamo … improvvisamente … là … perché c’era … Fantini, De Paoli sicuro … Hai presente i due simpatici … c’era anche Limberti …
• E poi?
• E poi Cris …
• … tina …
• No. Cristianelli.
• E chi è Cristianelli?
• Non conosci Cristianelli?
• No, non conosco Cristianelli.
• Meglio. Meglio perché Cristianelli è tutto … mamma mia Cristianelli! … Una roba …
• E poi?
• Poi Fantini e Debo …
• Debora.
• No. Deborini.
• Deborini. Deborini chi?
• Deborini, quello così. Deborini lo riconosci subito perché è così. Tutto gonfio, un collo così, coi baffi, un odore di maiale. Mamma mia, meglio non conoscerlo!
• E poi, e poi?
• Fabbri e la Ca ..
• La Catiu …
• … tiulli, Lacatiulli, Mimmo Lacatiulli. È uno tutto che …, che arriva tutto …
• E che cosa avete fatto tutti voi maschi, di’ un po’?
• Le solite cose da … pacche sulle spalle … gare di …, poi strette di mano virili, tutti a letto verso l’orario che hai detto te.
• Certo.
• Io ho preso la mia bella macchino.
• Macchino?
• Sono venuto a caso, mi sono messo il mio pigiamo, dal mio amoro.
• E tu pensi che io sia scemo?
• No.
• Fabio, naso o orecchio?
• No, mi sono appena svegliato, per favore …
• Naso o orecchio?
• Va bè, c’erano due dell’amministrativo, brutte, tutte pelose …
• Fabio! Naso o orecchio? Scegli tu!
• Naso.

• Ma sei deficiente?!

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