L’elezione di un nuovo papa: il conclave

piazza san pietro

Come tutti ormai già saprete, Papa Benedetto XVI ha lasciato il suo incarico, la sera del 28 febbraio e ora si trova a Castel Gandolfo, in attesa di trasferirsi in un monastero nella Città del Vaticano. Tutto il mondo cattolico (e non) si domanda chi sarà il suo successore.

Come per ogni scommessa sportiva, i media hanno pronosticato alcuni probabili candidati, che vengono appunto denominati papabili (hanno la possibilità di essere eletti papa). Tra i cardinali italiani il favorito è il cardinale Angelo Scola, segue il cardinale filippino Luis Antonio Tagle, il cardinale honduregno Oscar Andrés Rodríguez Maradiaga e il cardinale canadese Marc Ouellet. Tra i candidati africani si trovano il cardinale nigeriano John Olorunfemi Onaiyekan e il cardinale ghanese Peter Turkson. Tra i cardinali europei favoriti spicca un cardinale austriaco, Christoph Schönborn, mentre per l’America Latina troviamo il cardinale brasiliano Odilo Pedro Scherer.

Il Vaticano ha annunciato che il conclave per l’elezione del nuovo papa potrebbe iniziare l’11 marzo, se sarà presente un numero sufficiente di cardinali nello Stato della Città del Vaticano, ma la data esatta dell’inizio del conclave sarà resa nota solamente dopo che i cardinali avranno incontrato il papa uscente. Ad ogni modo il Vaticano ha assicurato i fedeli che per Pasqua avranno un nuovo papa. Quest’anno la domenica di Pasqua cade il 31 marzo, quindi il nuovo papa si insedierà definitivamente durante la Settimana Santa.

conclave

Il conclave inizia formalmente quando il Camerlengo, Tarcisio Bertone, dichiara ufficialmente che il papato è vacante. I simboli del papato precedente vengono distrutti. Ad esempio, l’anello con il sigillo papale, chiamato anello del pescatore (vi è raffigurato l’episodio della pesca miracolosa), viene spaccato in più parti, in modo che nessuno possa utilizzare il sigillo sui documenti ufficiali, fino a quando non sarà eletto il nuovo papa.

Il collegio dei cardinali ha il compito di eleggere il successore di Pietro ed è formato da tutti i vescovi cardinali e patriarchi, provenienti da ogni angolo del pianeta. Tuttavia, solo i cardinali di età inferiore a 80 anni possono votare. Il 44% dei cardinali sono di età superiore agli 80 anni. La Costituzione Apostolica precisa che il numero massimo di elettori dovrebbe essere di 120. Questa volta 115 cardinali hanno diritto di voto. Di questi 61 sono europei, 19 dell’America Latina, 14 del Nord America, 11 africani, 11 asiatici e uno dell’Oceania.

Il termine conclave deriva dalle parole latine cum e clave. Insieme si traducono sotto chiave, riferendosi al fatto che i cardinali durante il conclave non avranno più contatti con il mondo esterno fino all’elezione del nuovo papa.

I cardinali soggiorneranno nella Domus Sanctae Marthae (casa di S. Marta), una residenza adiacente alla Basilica di San Pietro. I loro appartamenti vengono assegnati mediante sorteggio. Prima di iniziare il conclave e mentre i cardinali entrano nella Cappella Sistina (dove avviene l’elezione), si recitano a voce alta due sermoni. Questi ricordano ai votanti la necessità di discernimento nella scelta del futuro papa e lo stato attuale della Chiesa, suggerendo le qualità adatte al momento storico che dovrebbe il nuovo papa.

conclave

Il conclave inizia la mattina molto presto con una messa a cui assistono i cardinali nella Basilica di San Pietro, conosciuta come la Pro eligendo Papa (per l’elezione di un Papa). Nel pomeriggio, i cardinali si riuniscono nella Cappella Paolina dove cantano l’inno latino Veni Creator Spiritus (vieni spirito creatore) per invocare lo Spirito Santo. Poi si spostano nella Cappella Sistina dove fanno giuramento in latino di mantenere il segreto relativo all’elezione del pontefice, mentre il papato è vacante. Dopo il giuramento il Maestro delle Celebrazioni Liturgiche pontificie grida: “Extra omnes!” (Per tutti gli altri, fuori!), e chiude a chiave le porte. L’elezione viene mantenuta nel totale isolamento.

conclave

La Cappella Sistina si trasforma durante le elezioni: scrivanie e sedie per i cardinali sono disposte lungo le pareti laterali. I cardinali siedono in doppia fila, uno di fronte all’altro. Davanti all’altare, vengono posti dei tavoli centrali, dove i voti vengono letti ad alta voce e contati .

Le schede hanno stampato sulla metà superiore le parole eligo in Summum Pontificem (eleggo a sommo pontefice) e presentano uno spazio vuoto nella parte inferiore per scrivere il nome della persona prescelta. Ogni elettore tiene alta la scheda piegata, tra pollice e indice, e dice: “Chiamo a testimone Cristo Signore, il quale mi giudicherà, che il mio voto è dato a colui che, secondo Dio, ritengo debba essere eletto”.

conclave

Ogni cardinale, poi, inserisce la sua scheda in un’urna. Tre scrutatori esaminano le schede e i nomi dei votati viene letto ad alta voce. Il papa viene eletto quando raggiunge una maggioranza di due terzi. Se la maggioranza raggiunta è minore, si esegue un’altra votazione.

conclave

In un angolo della Cappella Sistina, in prossimità dell’ingresso principale, viene istallata una stufa in cui vengono bruciate le schede al termine di ogni votazione. Il fumo prodotto esce da un camino, visibile in piazza San Pietro. Quando il fumo ha un colore scuro, significa che il voto è nullo. Quando il fumo è bianco, significa che il voto è valido e che è stato eletto un nuovo papa.

conclave

Lo scrutinio ha luogo due volte al mattino e due nel pomeriggio. Se non c’è stata nessuna votazione conclusiva dopo tre giorni, il processo è sospeso per un giorno prima che di iniziarne uno nuovo. Se non vi è alcun risultato conclusivo dopo altri sette scrutini, si fa un’altra pausa. In media un conclave dura dai due ai cinque giorni.

I cardinali possono votare qualsiasi altro cardinale o vescovo cattolico, sacerdote, diacono o laico in qualsiasi parte del mondo, o di un qualsiasi rito liturgico, per esempio latino o bizantino. Però, di solito, si eleggono sempre dei cardinali. L’ultima volta che è stato eletto un non-cardinale era il 1378.

conclave

Appena viene eletto il nuovo papa, il cardinale che presiede l’elezione, gli chiede se accetta l’incarico. E’ possibile rifiutare, ma non è mai accaduto, dal momento che chi non vuole essere eletto chiarisce questo punto prima che inizi la votazione. Dopo aver accettato, i decani chiedono al nuovo papa come voglia essere chiamato durante il pontificato. Il papa dichiara il suo nuovo nome e viene redatto un documento ufficiale. Da quel momento il papa è formalmente investito dei suoi poteri. Viene accompagnato in una stanza dietro l’affresco Il Giudizio Universale di Michelangelo, dove indossa le vesti bianche papali: calotta bianca e un  mantello di seta e velluto rosso rubino. Quando il papa è pronto ed esce dalla stanza della vestizione, i cardinali gli rendono omaggio e obbedienza cantando l’inno latino Te Deum (Te, o Dio), per rendere grazie al Signore.

conclave

Il primo dei cardinali diaconi annuncia il nome del nuovo papa dal balcone centrale di San Pietro, dicendo: “Habemus papam” (“Abbiamo un papa!”). Il nuovo papa dà la sua prima benedizione apostolica, l’Urbi et Orbi (alla città [Roma] e al mondo). Il conclave è finito.

I piatti e i prodotti italiani più famosi nel mondo

cucina italiana

Da luoghi storici ad una cultura ricca, da vini pregiati e cibi squisiti, l’Italia ha tutto. Il cibo è parte integrante della cultura italiana, ed ha influenzato molte cucine in tutto il mondo. Ecco alcuni dei cibi più famosi in Italia.

Gelato

gelato

Il gelato è la versione italiana “dell’ice cream”. Contiene praticamente tutti gli stessi ingredienti, come recita la ricetta di questo dolce, ma ha meno grassi e zuccheri. Viene congelato in piccoli contenitori, al contrario dei gelati commerciali all’estero. Manca la quantità di “aria” presente nell’”ice cream”, il sapore così risulta più intenso. Un’altra differenza è la durata del periodo di conservazione: il gelato rimane fresco solo per un paio di giorni. Il gelato ha origini antiche, si hanno sue notizie già durante la civiltà Romana ed Egizia, con i loro dessert fatti di ghiaccio e neve. Apparve successivamente a Firenze, dove il cuoco fiorentino Bernardo Buontalenti, creò il primo gelato nel 1565. Non divenne però popolare fino al 1900.

Cannoli siciliani

cannoli siciliani

Arrivano dalla Sicilia. Se non ne avete mai visto uno, sono dei tubicini di pastafrolla riempiti con una crema al formaggio. Molti pasticceri aggiungono scaglie di cioccolato e una spolverata di zucchero a velo. I cannoli nascono a Palermo, in Sicilia, e venivano tradizionalmente preparati a carnevale, ma divennero parte integrante della cucina italiana e famosi in tutto il mondo.

Risotto

risotto

Il risotto nasce in Piemonte, una regione nel nord Italia. È fatto di chicchi di riso e brodo che danno al piatto una consistenza cremosa. Non è un piatto facile da preparare, infatti se si sbagliano le quantità degli ingredienti, si otterrà solo una zuppa di riso.

Mortadella

mortadella

Ha origine a Bologna, e viene ricavata dal maiale e contiene dei cubetti di grasso. La mortadella viene condita e venduta in molti modi diversi, le varietà più popolari includono olive, pistacchi e peperoncino.

Spaghetti

spaghetti

La pasta non ha origini italiane, ma cinesi. Comunque, l’Italia inventò la pasta più famosa, gli spaghetti. Si dice siano nati nell’Italia meridionale del 12° secolo. Fu solo nel 19° secolo però, con le prime industrie produttrici di pasta, che l’Italia fu in grado di esportare gli spaghetti, e altri tipi di pasta, nel mondo. Se siete amanti della pasta dovete assolutamente visitare il Museo della Pasta, a Roma.

Tiramisù

tiramisù

È un dolce che si trova in tutti i menù dei ristoranti italiani nel mondoi. È fatto di biscotti inzuppati nel caffè con strati di mascarpone e crema. Può anche contenere cacao e liquore. C’è in corso un dibattito sulla sua origine. Molti credono che sia recente (anni ’80), altri invece che sia più antica. Non è nemmeno sicuro dove sia nato. Su una cosa però sono tutti d’accordo, è uno dei migliori dessert italiani.

Mozzarella

mozzarella

Questo formaggio delizioso e versatile ha origini italiane. Una buona mozzarella è la chiave di molti piatti italiani, come la caprese. Esistono molte varietà di mozzarella: mozzarella di bufala, fatta col latte di bufala; mozzarella fior di latte, fatta con latte di mucca fresco, pastorizzato e non; mozzarella affumicata. Il nome deriva dalla parola “mozza” che significa tagliata, ed è originaria della Campania, una regione a sud dell’Italia. Se siete a Napoli, oltre alla pizza, assicuratevi di assaggiare una mozzarella di bufala fresca e pomodori di Pompei.

Parmigiano Reggiano

parmigiano

Un altro formaggio nato in Italia è il parmigiano reggiano. Prende il nome dalle aree in cui venne prodotto la prima volta: Parma, Reggio Emilia, Modena e Bologna. Come molti vini e spumanti, solo il formaggio prodotto in queste zone può prendere il nome di Parmigiano Reggiano. Questo formaggio ha un gusto particolare, ed è un ingrediente fondamentale in molti piatti italiani. Inoltre, si combina molto bene con molti vini rossi. Se state viaggiando per queste regioni italiane, assaggiatelo. Ne vale sicuramente la pena!

Pizza

pizza

La pizza è nata a Napoli. La tipologia più famosa è la Margherita, fatta con pomodoro, mozzarella e basilico. Questi cibi rappresentano i colori della bandiera italiana. La leggenda dice che questa pizza fu servita per la prima volta alla Regina Margherita di Savoia . Anche se la pizza è un cibo di origine contadina, la Regina non potè più farne a meno e continuò a mangiarla, nonostante le critiche ricevute dagli aristocratici. La pizza prende quindi il nome dalla regina e diventò famosa in tutto il mondo. La pizza napoletana, con i pomodori coltivati nelle terre vulcaniche vicino Pompei, è spettacolare e unica, diversa da tutte le pizze del mondo e del resto d’Italia.

001 Il giornalino di Gian Burrasca – audio libro

il giornalino di gianburrasca

Il giornalino di Gian Burrasca è un romanzo scritto da Vamba (pseudonimo di Luigi Bertelli) nel 1907 e pubblicato prima a puntate sul Giornalino della Domenica (un periodico per ragazzi fondato nel 1906 dallo stesso Bertelli e a cui collaborarono letterati illustri, come Giovanni Pascoli, Grazia Deledda, Emilio Salgari e Luigi Pirandello) tra il 1907 e il 1908, e poi in volume nel 1911.

È ambientato in Toscana (e in parte anche a Roma). Il libro è scritto in forma di diario: il diario di Giannino Stoppani, detto Gian Burrasca. Questo soprannome gli è stato dato dalla famiglia perché Giannino è un ragazzo di 9 anni molto vivace, che ne combina di tutti i colori.

E’ il figlio minore e unico maschio in una famiglia composta dalle tre sorelle Ada, Luisa e Virginia, la mamma e il babbo. Quando compie nove anni riceve in regalo dalla madre un diario, o giornalino, da cui il titolo, sul quale comincia a scrivere tutto ciò che gli capita. In particolare vi annota le sue avventure.

il giornalino di gian burrasca

Dal suo diario prendono vita gli scherzi innocenti, ma a volte drammatici; le fughe; i rapporti difficili tra genitori e figli in una famiglia della borghesia toscana ai primi del Novecento; la voglia di libertà e di ribellione verso il mondo degli adulti che Gian Burrasca traduce così: “La sinfonia è sempre questa: i ragazzi devono portar rispetto a tutti, ma nessuno è obbligato a portar rispetto ai ragazzi…”. Una storia narrata, però, sempre senza cattiveria, e con un sorriso che accompagna sempre il lettore.

Selezionate il video di seguito e seguite la voce narrante leggendo il testo direttamente sul video. Buon divertimento!

Testo della prima parte:

Ecco fatto. Ho voluto ricopiare qui in questo mio giornalino il foglietto del calendario d’oggi, che segna l’entrata delle truppe italiane in Roma e che è anche il giorno che son nato io, come ci ho scritto sotto, perché gli amici che vengono in casa si ricordino di farmi il regalo.

Ecco intanto la nota dei regali avuti finora:

1.° Una bella pistola da tirare al bersaglio che mi ha dato il babbo;

2.° Un vestito a quadrettini che mi ha dato mia sorella Ada, ma di questo non me ne importa nulla, perché non è un balocco;

3.° Una stupenda canna da pescare con la lenza e tutto l’occorrente e che si smonta e diventa un bastone, che mi ha dato mia sorella Virginia, e questo è il regalo che mi ci voleva, perché io vado matto per la pesca;

4.° Un astuccio con tutto l’occorrente per scrivere, e con un magnifico lapis rosso e blu, regalatomi da mia sorella Luisa;

5.° Questo giornalino che mi ha regalato la mamma e che è il migliore di tutti. Ah sì! La mia buona mamma me ne ha fatto uno proprio bello, dandomi questo giornalino perché ci scriva i miei pensieri e quello che mi succede. Che bel libro, con la rilegatura di tela verde e tutte le pagine bianche che non so davvero come farò a riempire! Ed era tanto che mi struggevo di avere un giornalino mio, dove scriverci le mie memorie, come quello che hanno le mie sorelle Ada, Luisa e Virginia che tutte le sere prima d’andare a letto, coi capelli sulle spalle e mezze spogliate, stanno a scrivere delle ore intere.

Non so davvero dove trovino tante cose da scrivere, quelle ragazze! Io, invece, non so più che cosa dire; e allora come farò a riempire tutte le tue pagine bianche, mio caro giornalino? Mi aiuterò con la mia facilità di disegnare, e farò qui il mio ritratto come sono ora all’età di nove anni finiti. Però in un giornalino bello come questo, bisognerebbe metterci dei pensieri, delle riflessioni…

Mi viene un’idea! Se ricopiassi qui un po’ del giornalino di Ada che giusto è fuori insieme alla mamma a far delle visite? Ecco qui: sono andato su in camera di Ada, ho aperto la cassetta della sua scrivania, le ho preso il suo giornale di memorie, e ora posso copiare in pace.

«Oh se quel vecchiaccio del Capitani non tornasse più! ed invece, è venuto anche stasera. È impossibile! non mi piace! Non mi piace, e non mi piacerà mai, mai, mai… La mamma ha detto che è molto ricco; e che se mi chiedesse in moglie, dovrei sposarlo. Non è una crudeltà, questa? Povero cuore mio! Perché ti mettono a tali torture?! Egli ha certe mani grandi e rosse, e col babbo non sa parlare d’altro che di vino e di olio, di campi, di contadini e di bestie; e se lo avessi veduto, almeno una volta, vestito a modo… Oh, se questa storia finisse! Se non tornasse più! Mi metterei l’anima in pace… Iersera, mentre l’accompagnavo all’uscio, ed eravamo soli nella stanza d’ingresso, voleva baciarmi la mano; ma io fui pronta a scappare, e rimase con un palmo di naso… Ah no! Io amo il mio caro Alberto De Renzis. Che peccato che Alberto non sia altro che un misero impiegatuccio… Mi fa continuamente delle scenate, e io non ne posso più! Che delusione! Che delusione è la vita… Mi sento proprio infelice!!!…»

E ora basta, perché ho empito due pagine.

La lettura audio è di Ginzo Robiginz, per libroaudio.it

Il romanzo Il giornalino di Gian Burrasca lo trovate su Amazon.it

Ricetta: biscotti di San Valentino

biscotti di san valentino

I biscotti di San Valentino sono dei romantici dolcetti a forma di cuore, che rievocano il vostro sentimento per la persona amata; questi dolci e graziosi pensieri d’amore, saranno vostri complici nell’affrontare in modo romantico la prima colazione del mattino assieme al vostro partner, o più semplicemente potrete sgranocchiarli teneramente abbracciati davanti alla tv!

I biscotti di San Valentino, sono formati da due sagome di forma uguale e sovrapposte, e la marmellata funge da ripieno e da “collante”; la sagoma superiore dovrà essere ulteriormente incisa per fare affiorare la marmellata in superficie. Serviranno quindi due stampini a forma di cuore, uno più piccolo dell’altro.

Ingredienti per i biscotti (dosi per 2 persone):

  • Farina, 250 gr
  • Lievito chimico in polvere per dolci, 6 gr
  • Zucchero al velo, 100 gr
  • Vanillina, 1 bustina
  • Uova, 1
  • Burro, 125 gr
  • Limoni, la scorza grattugiata di ½

Per il ripieno:

  • Marmellata di fragole, q.b.

Per spolverizzare:

  • Zucchero al velo, q.b.

Preparazione

biscotti di san valentino

Togliete il burro dal frigorifero un’ora prima della lavorazione, tagliatelo a pezzetti e lasciatelo ammorbidire a temperatura ambiente.

Disponete la farina su di un piano di lavoro, e nel centro metteteci il burro e tutti gli altri ingredienti (1); lavorate molto bene tutto l’insieme fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo (2). Avvolgetelo in una pellicola e lasciatelo riposare per almeno mezz’ora in un luogo fresco (3).

biscotti di san valentino

Con il matterello tirate una sfoglia non più alta di ½ cm (4) e con lo stampo a forma di cuore ricavate un numero pari di sagome, non dimenticate che ve ne serviranno due per formare un biscotto. A questo punto, su metà dei cuori ottenuti, fate delle incisioni con uno stampo, sempre a forma di cuore ma di misura più piccola (5-6); disponete quindi tutti i cuori su di una teglia foderata con carta forno, e infornateli a 180° per circa 15-20 minuti.

biscotti di san valentino

I biscotti non dovranno scurirsi, ma solo colorirsi lievemente; quando saranno cotti, e ancora caldi, mettete sopra la sagoma non incisa della marmellata di fragola (7), e sovrapponetevi la sagoma incisa (8). I biscotti così ottenuti dovranno essere spolverizzati con lo zucchero al velo (9), e… buon San Valentino!

La ricetta e le foto sono tratte da Giallo Zafferano.

Ricetta: mousse di cioccolato al peperoncino

mousse di cioccolato al peperoncino

La mousse di cioccolato al peperoncino è un dessert molto attuale, ma l’accostamento dei due ingredienti è di origini antichissime, che risalgono addirittura al periodo dei Maya (600 a.C.).

Vi propongo questo dolce per San Valentino, o per qualsiasi volta vogliate stuzzicare, con il suo potere afrodisiaco, il desiderio del vostro partner.

mousse di cioccolato al peperoncinoperoncino

Ingredienti per la mousse:

  • cioccolato fondente, 100 gr
  • burro, 1 noce
  • uova, 2 freschissime
  • peperoncino in polvere piccante, la punta di un cucchiaino
  • zucchero al velo, 1 cucchiaio
  • caffè, 40 – 50 ml

Per guarnire:

  • panna fresca da montare
  • zucchero al velo, q. b.
  • peperoncino in polvere piccante, 1 pizzico

mousse di cioaccolato al peperoncino

Mettete a sciogliere a bagnomaria il cioccolato spezzettato in un pentolino con il caffè (1), mescolando spesso per amalgamare bene gli ingredienti e per sciogliere gli eventuali grumi (2). Quando il tutto diventerà liscio e cremoso, togliete il pentolino dal fuoco, e aggiungete immediatamente la noce di burro (3).

mousse di cioccolato al peperoncino

Unite i tuorli d’uovo (4), mescolate bene e unite in ultimo il peperoncino (5), e amalgamate bene il tutto.
Lasciate raffreddare la crema precedentemente ottenuta, e nel frattempo montate a neve ben ferma gli albumi (6), aggiungendo lo zucchero al velo.

mousse di cioccolato al peperoncino

Poi incorporateli con delicatezza al cioccolato (7) e versate il composto nelle coppette da voi scelte (8-9); fate raffreddare la mousse in frigorifero per almeno 4 ore.

mousse di cioccolato al peperoncino

Al momento di servire il dolce, decoratelo con della panna montata (10-11), leggermente addolcita con dello zucchero al velo vanigliato, rifinite con delle decorazioni di zucchero e spolverizzate con del peperoncino in polvere (12).

Questa ricetta e le foto sono state tratte dal sito di Giallo Zafferano.

10 idee romantiche per San Valentino

san valentino

Il 14 febbraio è vicino e ti piacerebbe trascorrere una giornata speciale con il tuo amore? Ecco dieci idee romantiche per un San Valentino indimenticabile.

Per gli innamorati ogni giorno dovrebbe essere romantico come San Valentino. Dovrebbe, appunto. Nella realtà di tutti i giorni fatta di lavoro, impegni ed imprevisti, celebrare il proprio amore con frasi romantiche e cene a lume di candela è impossibile. Per questo la festa di San Valentino viene celebrata in quasi tutto il mondo da milioni di innamorati che, almeno un giorno all’anno, vogliono dedicarsi esclusivamente alla loro dolce metà. Ma come rendere questa giornata davvero speciale e indimenticabile? Ci vuole originalità, impegno e tanto romanticismo.

Ecco 10 modi per trascorrere San Valentino 2013 romanticamente:

1. Effetto sorpresa: per chi ha la possibilità di prendere dei giorni di ferie, l’idea migliore sarebbe organizzare ad insaputa della propria dolce metà un weekend romantico in una capitale del mondo o in un centro benessere, dove poter essere entrambi coccolati da mattino a sera.

san valentino2. Un dolce risveglio: se il buongiorno si vede dal mattino, per San Valentino non c’e’ modo migliore che iniziare la giornata con una dolce cioccolata calda servita rigorosamente a letto.

san valentino cioccolato3. Il film perfetto: anche guardare un film insieme sul divano può essere un modo romantico di trascorrere la festa degli innamorati. Nella top 10 dei film di San Valentino troviamo l’intramontabile Notting Hill, il classico dei classici Colazione da Tiffany e lo strappalacrime Guardia del corpo.

4. La canzone perfetta: una melodia per ogni occasione. A te di Jovanotti per addolcire il suo risveglio; I belong to you di Eros Ramazzotti e Anastacia per sorprenderla/o e When a man loves a woman di Michael Bolton per rendere magico il dopo cena.

5. Il regalo per lei/lui: anche se è il pensiero che conta, un regalo in più non fa mai male. No a cioccolatini in scatola, fiori e orsacchiotti. Sì a regali personalizzati, come foto-libri con i vostri scatti più significativi, oggetti con i simboli dell’amore, o che ricordano la vostra relazione.

san valentino matrimonio6. Nero su bianco: se le parole volano, meglio catturarle in un romantico biglietto di San Valentino. Evitate le classiche frasi da Baci Perugina e provate a scrivere qualcosa di personale ascoltando il vostro cuore. In caso di fallimento, cercate qualche suggerimento tra poeti che non siano Shakespeare e Neruda!

san valentino biglietto7. A lume di candela: la cena romantica resta un must anche a San Valentino 2013 e un compito che spetta all’uomo. Scegliete un posto magico, ma intimo e accogliente. Location alternative come parchi o terrazze sono ben accette. Ottima idea anche la cena a casa, ma solo se siete dei cuochi impeccabili e avete molto tempo e molto gusto per organizzarla nei minimi dettagli.

san valentino cena romantica8. Punta in alto: è la novità degli ultimi tempi e consiste nel comprare una stella e darle il nome della propria donna. E’ un’idea molto romantica che fa impazzire le signore. La ciliegina sulla torta: portala in un parco, falle ammirare il cielo stellato – tempo permettendo – e dille che quella stella lassù porta il suo nome.

san valentino stelle9. Relax time: non c’è niente di più piacevole che rilassarsi insieme. Preparate un bagno caldo per due, con sali e petali di rose o un massaggio speciale con degli oli essenziali e musica soft lounge di sottofondo.

san valentino bagno

10. Anche se San Valentino e’ una volta all’anno, ricordatevi che i piccoli gesti d’amore fanno piacere ogni giorno. Un post it d’amore sul frigorifero, il caffè caldo sul comodino al suo risveglio, un pomeriggio di intimità. Stupitela/o a San Valentino, ma amatela/o tutti i giorni.

san valentino caffè

Il Carnevale: la battaglia delle arance (Ivrea)

carnevale ivrea

Presentazione della mugnaia

IL CARNEVALE DI IVREA

Il Carnevale di Ivrea è una manifestazione folcloristica annuale. Si tratta di una rievocazione storica che ha reso il Carnevale di Ivrea uno dei più famosi e curiosi al mondo. Lo storico carnevale è in parte ispirato alla leggenda di una mugnaia che uccise un tirannico feudatario, e, in parte risale all’avvento delle truppe napoleoniche.

Il via al Carnevale viene dato da suoni di pifferi e tamburi che onorano la nomina del nuovo generale, in attesa della presentazione della Mugnaia. L’eroina viene eletta tra le ragazze della società eporediese la sera del Sabato Grasso.

Il carnevale raggiunge il momento di più alta spettacolarità nella Battaglia delle arance, tra i rappresentanti dei diversi rioni, per la conquista del palio.

La battaglia delle arance

La battaglia delle arance

TRA STORIA E LEGGENDA

Federico Barbarossa aveva insediato nella città di Ivrea, in Piemonte, un certo Ranieri di Biandrate. Ranieri iniziò a perseguitare i suoi avversari politici e a infierire sul popolo con pesanti tasse. Il dittatore fu da subito odiato.

Nel 1194 il popolo, esasperato dalle violenze e dai soprusi di Ranieri, insorse e distrusse la sua dimora, il castello di San Maurizio.

Ma i dittatori non erano terminati. Guglielmo VII di Monferrato entrò a tradimento ad Ivrea nel 1266 e ricostruì il castello di San Maurizio, dove si trasferì. Il dominio di Guglielmo però fu di breve durata perché, per la seconda volta, il popolo prese le armi e nuovamente rase al suolo il castello.

carnevale ivrea

Questi sono i fatti storici, ma nella tradizione popolare gli usurpatori, Ranieri e Guglielmo, si fondono in un’unica figura di tiranno, che venne ucciso da una popolana, una mugnaia.

La leggenda narra che la figlia di un mugnaio, Violetta, era promessa sposa al suo amato Toniotto, ma le fanciulle eporediesi a quel tempo erano soggette alla pretesa dello Ius Primae Noctis, ovvero il diritto della prima notte da parte del feudatario. In realtà questo diritto non è mai esistito, e deriva, probabilmente dalla tassa che si doveva pagare in occasione del matrimonio.

carnevale ivrea

La leggenda vuole che Violetta decise di ribellarsi alla sorte che l’attendeva. Finse di accettare l’infame pretesa del feudatario e si recò al famoso castello di San Maurizio, nascondendo però tra i capelli un pugnale, in accordo con i popolani. Violetta uccise il tiranno e diede il segnale di rivolta ai cittadini, che erano esasperati dalle tasse.

Violetta, la mugnaia del Carnevale, è quindi il simbolo della ribellione popolare. Il ricordo di quelle gesta e della vittoria del popolo si tramandano di anno in anno, fino all’occupazione napoleonica, quando il Carnevale assunse l’aspetto odierno.

carnevale ivrea

IL CARNEVALE DI IVREA OGGI

Oggi lo scontro delle arance si svolge nelle principali piazze della città e vede impegnati gli equipaggi sul carro, che simboleggiano le guardie del tiranno, contro le squadre degli aranceri a piedi, che simboleggiano i popolani ribelli, costituite da centinaia di tiratori.

Si tratta del momento più spettacolare della manifestazione che ben evidenzia la lotta per la libertà, simbolo del carnevale eporediese.

carnevale ivrea

CONSIGLI UTILI PER I VISITATORI

Lo svolgimento della festa è regolamentato da un’apposita ordinanza del sindaco che prevede l’obbligo del cappello frigio per gli eporediesi e per i turisti che non intendano diventare bersaglio di lanci delle arance.

Il berretto rosso è il simbolo di libertà e di fratellanza, che rende intoccabili. Chiunque voglia assistere a questa manifestazione dovrebbe indossarlo, se non desidera essere bersaglio del lancio di arance!

La mugnaia indossa il cappello frigio

La mugnaia indossa il cappello frigio

Il programma del carnevale di Ivrea 2013 lo trovate QUI.