L’elezione di un nuovo papa: il conclave

piazza san pietro

Come tutti ormai già saprete, Papa Benedetto XVI ha lasciato il suo incarico, la sera del 28 febbraio e ora si trova a Castel Gandolfo, in attesa di trasferirsi in un monastero nella Città del Vaticano. Tutto il mondo cattolico (e non) si domanda chi sarà il suo successore.

Come per ogni scommessa sportiva, i media hanno pronosticato alcuni probabili candidati, che vengono appunto denominati papabili (hanno la possibilità di essere eletti papa). Tra i cardinali italiani il favorito è il cardinale Angelo Scola, segue il cardinale filippino Luis Antonio Tagle, il cardinale honduregno Oscar Andrés Rodríguez Maradiaga e il cardinale canadese Marc Ouellet. Tra i candidati africani si trovano il cardinale nigeriano John Olorunfemi Onaiyekan e il cardinale ghanese Peter Turkson. Tra i cardinali europei favoriti spicca un cardinale austriaco, Christoph Schönborn, mentre per l’America Latina troviamo il cardinale brasiliano Odilo Pedro Scherer.

Il Vaticano ha annunciato che il conclave per l’elezione del nuovo papa potrebbe iniziare l’11 marzo, se sarà presente un numero sufficiente di cardinali nello Stato della Città del Vaticano, ma la data esatta dell’inizio del conclave sarà resa nota solamente dopo che i cardinali avranno incontrato il papa uscente. Ad ogni modo il Vaticano ha assicurato i fedeli che per Pasqua avranno un nuovo papa. Quest’anno la domenica di Pasqua cade il 31 marzo, quindi il nuovo papa si insedierà definitivamente durante la Settimana Santa.

conclave

Il conclave inizia formalmente quando il Camerlengo, Tarcisio Bertone, dichiara ufficialmente che il papato è vacante. I simboli del papato precedente vengono distrutti. Ad esempio, l’anello con il sigillo papale, chiamato anello del pescatore (vi è raffigurato l’episodio della pesca miracolosa), viene spaccato in più parti, in modo che nessuno possa utilizzare il sigillo sui documenti ufficiali, fino a quando non sarà eletto il nuovo papa.

Il collegio dei cardinali ha il compito di eleggere il successore di Pietro ed è formato da tutti i vescovi cardinali e patriarchi, provenienti da ogni angolo del pianeta. Tuttavia, solo i cardinali di età inferiore a 80 anni possono votare. Il 44% dei cardinali sono di età superiore agli 80 anni. La Costituzione Apostolica precisa che il numero massimo di elettori dovrebbe essere di 120. Questa volta 115 cardinali hanno diritto di voto. Di questi 61 sono europei, 19 dell’America Latina, 14 del Nord America, 11 africani, 11 asiatici e uno dell’Oceania.

Il termine conclave deriva dalle parole latine cum e clave. Insieme si traducono sotto chiave, riferendosi al fatto che i cardinali durante il conclave non avranno più contatti con il mondo esterno fino all’elezione del nuovo papa.

I cardinali soggiorneranno nella Domus Sanctae Marthae (casa di S. Marta), una residenza adiacente alla Basilica di San Pietro. I loro appartamenti vengono assegnati mediante sorteggio. Prima di iniziare il conclave e mentre i cardinali entrano nella Cappella Sistina (dove avviene l’elezione), si recitano a voce alta due sermoni. Questi ricordano ai votanti la necessità di discernimento nella scelta del futuro papa e lo stato attuale della Chiesa, suggerendo le qualità adatte al momento storico che dovrebbe il nuovo papa.

conclave

Il conclave inizia la mattina molto presto con una messa a cui assistono i cardinali nella Basilica di San Pietro, conosciuta come la Pro eligendo Papa (per l’elezione di un Papa). Nel pomeriggio, i cardinali si riuniscono nella Cappella Paolina dove cantano l’inno latino Veni Creator Spiritus (vieni spirito creatore) per invocare lo Spirito Santo. Poi si spostano nella Cappella Sistina dove fanno giuramento in latino di mantenere il segreto relativo all’elezione del pontefice, mentre il papato è vacante. Dopo il giuramento il Maestro delle Celebrazioni Liturgiche pontificie grida: “Extra omnes!” (Per tutti gli altri, fuori!), e chiude a chiave le porte. L’elezione viene mantenuta nel totale isolamento.

conclave

La Cappella Sistina si trasforma durante le elezioni: scrivanie e sedie per i cardinali sono disposte lungo le pareti laterali. I cardinali siedono in doppia fila, uno di fronte all’altro. Davanti all’altare, vengono posti dei tavoli centrali, dove i voti vengono letti ad alta voce e contati .

Le schede hanno stampato sulla metà superiore le parole eligo in Summum Pontificem (eleggo a sommo pontefice) e presentano uno spazio vuoto nella parte inferiore per scrivere il nome della persona prescelta. Ogni elettore tiene alta la scheda piegata, tra pollice e indice, e dice: “Chiamo a testimone Cristo Signore, il quale mi giudicherà, che il mio voto è dato a colui che, secondo Dio, ritengo debba essere eletto”.

conclave

Ogni cardinale, poi, inserisce la sua scheda in un’urna. Tre scrutatori esaminano le schede e i nomi dei votati viene letto ad alta voce. Il papa viene eletto quando raggiunge una maggioranza di due terzi. Se la maggioranza raggiunta è minore, si esegue un’altra votazione.

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In un angolo della Cappella Sistina, in prossimità dell’ingresso principale, viene istallata una stufa in cui vengono bruciate le schede al termine di ogni votazione. Il fumo prodotto esce da un camino, visibile in piazza San Pietro. Quando il fumo ha un colore scuro, significa che il voto è nullo. Quando il fumo è bianco, significa che il voto è valido e che è stato eletto un nuovo papa.

conclave

Lo scrutinio ha luogo due volte al mattino e due nel pomeriggio. Se non c’è stata nessuna votazione conclusiva dopo tre giorni, il processo è sospeso per un giorno prima che di iniziarne uno nuovo. Se non vi è alcun risultato conclusivo dopo altri sette scrutini, si fa un’altra pausa. In media un conclave dura dai due ai cinque giorni.

I cardinali possono votare qualsiasi altro cardinale o vescovo cattolico, sacerdote, diacono o laico in qualsiasi parte del mondo, o di un qualsiasi rito liturgico, per esempio latino o bizantino. Però, di solito, si eleggono sempre dei cardinali. L’ultima volta che è stato eletto un non-cardinale era il 1378.

conclave

Appena viene eletto il nuovo papa, il cardinale che presiede l’elezione, gli chiede se accetta l’incarico. E’ possibile rifiutare, ma non è mai accaduto, dal momento che chi non vuole essere eletto chiarisce questo punto prima che inizi la votazione. Dopo aver accettato, i decani chiedono al nuovo papa come voglia essere chiamato durante il pontificato. Il papa dichiara il suo nuovo nome e viene redatto un documento ufficiale. Da quel momento il papa è formalmente investito dei suoi poteri. Viene accompagnato in una stanza dietro l’affresco Il Giudizio Universale di Michelangelo, dove indossa le vesti bianche papali: calotta bianca e un  mantello di seta e velluto rosso rubino. Quando il papa è pronto ed esce dalla stanza della vestizione, i cardinali gli rendono omaggio e obbedienza cantando l’inno latino Te Deum (Te, o Dio), per rendere grazie al Signore.

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Il primo dei cardinali diaconi annuncia il nome del nuovo papa dal balcone centrale di San Pietro, dicendo: “Habemus papam” (“Abbiamo un papa!”). Il nuovo papa dà la sua prima benedizione apostolica, l’Urbi et Orbi (alla città [Roma] e al mondo). Il conclave è finito.

10 idee romantiche per San Valentino

san valentino

Il 14 febbraio è vicino e ti piacerebbe trascorrere una giornata speciale con il tuo amore? Ecco dieci idee romantiche per un San Valentino indimenticabile.

Per gli innamorati ogni giorno dovrebbe essere romantico come San Valentino. Dovrebbe, appunto. Nella realtà di tutti i giorni fatta di lavoro, impegni ed imprevisti, celebrare il proprio amore con frasi romantiche e cene a lume di candela è impossibile. Per questo la festa di San Valentino viene celebrata in quasi tutto il mondo da milioni di innamorati che, almeno un giorno all’anno, vogliono dedicarsi esclusivamente alla loro dolce metà. Ma come rendere questa giornata davvero speciale e indimenticabile? Ci vuole originalità, impegno e tanto romanticismo.

Ecco 10 modi per trascorrere San Valentino 2013 romanticamente:

1. Effetto sorpresa: per chi ha la possibilità di prendere dei giorni di ferie, l’idea migliore sarebbe organizzare ad insaputa della propria dolce metà un weekend romantico in una capitale del mondo o in un centro benessere, dove poter essere entrambi coccolati da mattino a sera.

san valentino2. Un dolce risveglio: se il buongiorno si vede dal mattino, per San Valentino non c’e’ modo migliore che iniziare la giornata con una dolce cioccolata calda servita rigorosamente a letto.

san valentino cioccolato3. Il film perfetto: anche guardare un film insieme sul divano può essere un modo romantico di trascorrere la festa degli innamorati. Nella top 10 dei film di San Valentino troviamo l’intramontabile Notting Hill, il classico dei classici Colazione da Tiffany e lo strappalacrime Guardia del corpo.

4. La canzone perfetta: una melodia per ogni occasione. A te di Jovanotti per addolcire il suo risveglio; I belong to you di Eros Ramazzotti e Anastacia per sorprenderla/o e When a man loves a woman di Michael Bolton per rendere magico il dopo cena.

5. Il regalo per lei/lui: anche se è il pensiero che conta, un regalo in più non fa mai male. No a cioccolatini in scatola, fiori e orsacchiotti. Sì a regali personalizzati, come foto-libri con i vostri scatti più significativi, oggetti con i simboli dell’amore, o che ricordano la vostra relazione.

san valentino matrimonio6. Nero su bianco: se le parole volano, meglio catturarle in un romantico biglietto di San Valentino. Evitate le classiche frasi da Baci Perugina e provate a scrivere qualcosa di personale ascoltando il vostro cuore. In caso di fallimento, cercate qualche suggerimento tra poeti che non siano Shakespeare e Neruda!

san valentino biglietto7. A lume di candela: la cena romantica resta un must anche a San Valentino 2013 e un compito che spetta all’uomo. Scegliete un posto magico, ma intimo e accogliente. Location alternative come parchi o terrazze sono ben accette. Ottima idea anche la cena a casa, ma solo se siete dei cuochi impeccabili e avete molto tempo e molto gusto per organizzarla nei minimi dettagli.

san valentino cena romantica8. Punta in alto: è la novità degli ultimi tempi e consiste nel comprare una stella e darle il nome della propria donna. E’ un’idea molto romantica che fa impazzire le signore. La ciliegina sulla torta: portala in un parco, falle ammirare il cielo stellato – tempo permettendo – e dille che quella stella lassù porta il suo nome.

san valentino stelle9. Relax time: non c’è niente di più piacevole che rilassarsi insieme. Preparate un bagno caldo per due, con sali e petali di rose o un massaggio speciale con degli oli essenziali e musica soft lounge di sottofondo.

san valentino bagno

10. Anche se San Valentino e’ una volta all’anno, ricordatevi che i piccoli gesti d’amore fanno piacere ogni giorno. Un post it d’amore sul frigorifero, il caffè caldo sul comodino al suo risveglio, un pomeriggio di intimità. Stupitela/o a San Valentino, ma amatela/o tutti i giorni.

san valentino caffè

Il Carnevale: la battaglia delle arance (Ivrea)

carnevale ivrea

Presentazione della mugnaia

IL CARNEVALE DI IVREA

Il Carnevale di Ivrea è una manifestazione folcloristica annuale. Si tratta di una rievocazione storica che ha reso il Carnevale di Ivrea uno dei più famosi e curiosi al mondo. Lo storico carnevale è in parte ispirato alla leggenda di una mugnaia che uccise un tirannico feudatario, e, in parte risale all’avvento delle truppe napoleoniche.

Il via al Carnevale viene dato da suoni di pifferi e tamburi che onorano la nomina del nuovo generale, in attesa della presentazione della Mugnaia. L’eroina viene eletta tra le ragazze della società eporediese la sera del Sabato Grasso.

Il carnevale raggiunge il momento di più alta spettacolarità nella Battaglia delle arance, tra i rappresentanti dei diversi rioni, per la conquista del palio.

La battaglia delle arance

La battaglia delle arance

TRA STORIA E LEGGENDA

Federico Barbarossa aveva insediato nella città di Ivrea, in Piemonte, un certo Ranieri di Biandrate. Ranieri iniziò a perseguitare i suoi avversari politici e a infierire sul popolo con pesanti tasse. Il dittatore fu da subito odiato.

Nel 1194 il popolo, esasperato dalle violenze e dai soprusi di Ranieri, insorse e distrusse la sua dimora, il castello di San Maurizio.

Ma i dittatori non erano terminati. Guglielmo VII di Monferrato entrò a tradimento ad Ivrea nel 1266 e ricostruì il castello di San Maurizio, dove si trasferì. Il dominio di Guglielmo però fu di breve durata perché, per la seconda volta, il popolo prese le armi e nuovamente rase al suolo il castello.

carnevale ivrea

Questi sono i fatti storici, ma nella tradizione popolare gli usurpatori, Ranieri e Guglielmo, si fondono in un’unica figura di tiranno, che venne ucciso da una popolana, una mugnaia.

La leggenda narra che la figlia di un mugnaio, Violetta, era promessa sposa al suo amato Toniotto, ma le fanciulle eporediesi a quel tempo erano soggette alla pretesa dello Ius Primae Noctis, ovvero il diritto della prima notte da parte del feudatario. In realtà questo diritto non è mai esistito, e deriva, probabilmente dalla tassa che si doveva pagare in occasione del matrimonio.

carnevale ivrea

La leggenda vuole che Violetta decise di ribellarsi alla sorte che l’attendeva. Finse di accettare l’infame pretesa del feudatario e si recò al famoso castello di San Maurizio, nascondendo però tra i capelli un pugnale, in accordo con i popolani. Violetta uccise il tiranno e diede il segnale di rivolta ai cittadini, che erano esasperati dalle tasse.

Violetta, la mugnaia del Carnevale, è quindi il simbolo della ribellione popolare. Il ricordo di quelle gesta e della vittoria del popolo si tramandano di anno in anno, fino all’occupazione napoleonica, quando il Carnevale assunse l’aspetto odierno.

carnevale ivrea

IL CARNEVALE DI IVREA OGGI

Oggi lo scontro delle arance si svolge nelle principali piazze della città e vede impegnati gli equipaggi sul carro, che simboleggiano le guardie del tiranno, contro le squadre degli aranceri a piedi, che simboleggiano i popolani ribelli, costituite da centinaia di tiratori.

Si tratta del momento più spettacolare della manifestazione che ben evidenzia la lotta per la libertà, simbolo del carnevale eporediese.

carnevale ivrea

CONSIGLI UTILI PER I VISITATORI

Lo svolgimento della festa è regolamentato da un’apposita ordinanza del sindaco che prevede l’obbligo del cappello frigio per gli eporediesi e per i turisti che non intendano diventare bersaglio di lanci delle arance.

Il berretto rosso è il simbolo di libertà e di fratellanza, che rende intoccabili. Chiunque voglia assistere a questa manifestazione dovrebbe indossarlo, se non desidera essere bersaglio del lancio di arance!

La mugnaia indossa il cappello frigio

La mugnaia indossa il cappello frigio

Il programma del carnevale di Ivrea 2013 lo trovate QUI.

Il Carnevale: Mamoiada (Sardegna)

mamoiada carnevale

Il Carnevale di Mamoiada è tra le feste popolari più antiche e ricche di folclore d’Italia. Si tratta di un Carnevale semplice, senza carri allegorici in cartapesta o maschere sofisticate. Tutto il paese si riversa nella piazza principale per ballare le danze tradizionali passu torrau e sartiu, al suono dell’organetto, per ore e ore, senza nessuna pausa.

mamoiada carnevale

Mamuthones

Ogni anno i turisti vengono sempre più numerosi ad assistere a questo spettacolo. Molti soggiornano presso famiglie del paese e nelle piccole locande. Uomini e donne indossano il costume tradizionale e sfilano offrendo i dolci tipici locali. Ma la maggior attrazione del Carnevale sono le maschere dei Mamuthones e degli Issohadores. Le due figure si distinguono per i vestiti e per il modo di muoversi all’interno della processione: i Mamuthones procedono lentamente e in silenzio, come degli schiavi in catene, mentre gli Issohadores vestono in modo colorato e luminoso, dando movimento alla processione.

mamoiada carnevale

Mamuthones

La maschera facciale del mamuthone (visera) è nera e di legno. Viene assicurata al viso mediante cinghiette in cuoio e contornata da un fazzoletto di foggia femminile. Il corpo del mamuthone viene coperto da pelli di pecora nera (mastruca), mentre sulla schiena sono sistemati una serie di campanacci (carriga).

mamoiada carnevale

L’Issohadore, invece, indossa un copricapo detto berritta, una maschera bianca, un corpetto rosso (curittu), camicia e pantaloni bianchi, bottoni in oro, una bandoliera di campanellini in bronzo (sonajolos), lo scialletto, le ghette in orbace (cartzas) scarponi in pelle (‘usinzu) e infine la fune (so’a).

mamoiada carnevale

Issohadores

I Mamuthones si muovono a piccoli passi cadenzati, quasi dei saltelli, compiendo un movimento obbligato poiché sono appesantiti dalle attrezzature, dalle pelli di lana grezza e dalla visera e nel procedere devono allo stesso tempo scuotere tutti i campanacci. Nell’avanzare danno tutti insieme dei colpi di spalla, ruotando il corpo una volta verso destra e un’altra verso sinistra. Questo movimento in due tempi è eseguito in sincronia e produce un unico, fortissimo frastuono dei campanacci. Ogni tanto il capo mamuthone con un gesto fa eseguire simultaneamente tre rapidi salti su se stessi.

mamoiada carnevale

Gli Issohadores si muovono con passi più agili, leggeri e quando vogliono gettano la so’a (il laccio) e tirano delicatamente a sé la giovane donna che hanno scelto nella folla. Si tratta di un gesto di buon auspicio per una buona salute e fertilità. La bravura dell’Issohadore sta proprio nel riuscire a catturare, anche a lunga distanza (12-13 metri), le donne con questa originale fune assai leggera, studiata per non far male e fatta di giunco intrecciato.

mamoiada carnevale

Se vi doveste mai trovare in Sardegna, vi consiglio di recarvi a Mamoiada, per assistere a questo bellissimo Carnevale. Ecco il programma di quest’anno: PROGRAMMA del Carnevale di Mamoiada 2013.

Il perchè: “… in brodo di giuggiole”

bambina felice

Perchè si dice “andare in brodo di giuggiole”?

Andare in brodo di giuggiole si usa soltanto nel significato di “essere molto contento, pieno di felicità”. Di provenienza toscana, in origine si usava andare in brodo (o broda) di succiole, che sono le castagne lessate con la buccia, così dette “dal succiarle, che si fa, in mangiandole” (Vocabolario della Crusca, 1612).

Dopo, le succiole sono state sostituite dalle giuggiole, i frutti del giuggiolo, pianta importata dai Romani dalla Siria e nota nell’antichità con il nome di zyzyphum, da cui zizzola, parola ancora oggi usata nel Veneto.

Intorno alla città veneta di Arquà Petrarca, questi alberi si trovano ancora oggi nei giardini pubblici e privati e i loro frutti, simili ai datteri anche nel gusto (ma più piccoli), sono impiegati, fra l’altro, in medicina contro la tosse e in cucina per marmellate e per preparare un vino dolcissimo (il brodo di giuggiole, appunto) secondo un’antica ricetta di Egizi e Fenici.

Quindi la felicità che si esprime con il brodo di giuggiole o il brodo di succiole si collega alla bontà di entrambi i frutti.

frutti del giuggiolo

frutti del giuggiolo

Il perchè: SECCHIONE

Perché uno studente che studia troppo è chiamato “secchione”?

Secondo il Vocabolario della Lingua italiana della Treccani, gli studenti chiamano secchione (e, al femminile, secchiona) l’allievo che, anche senza possedere capacità eccezionali, raggiunge buoni risultati studiando con ostinazione.

Da dove viene questa curiosa parola, spesso usata scherzosamente, ma anche in senso un po’ negativo? L’origine potrebbe essere dialettale, dato che in Lombardia un allievo modello veniva chiamato segión.

La parola si collega a sgamelà, ”sgobbare, lavorare molto”. Sul modello di quest’ultimo verbo, che viene dalla parola dialettale gamela, cioè la gavetta che conteneva il cibo dei soldati, si è formato un altro verbo, segià, con significato simile.

La piccola gamela è stata sostituita con la più grande segia, ”secchia”, secondo un metodo molto comune nel linguaggio parlato, per cui una parola viene sostituita da un sinonimo: gamela = piccolo secchio = segiòn. Ciò è avvenuto prima nel dialetto, poi nella lingua italiana con il sostantivo secchione.

Anna Bordoni, collaboratrice dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana.

Perchè il matrimonio fa paura?

Sembra che agli italiani di oggi sposarsi faccia paura. Ma perché?

Secondo gli ultimi dati ISTAT, tra il 2009 e il 2010 sono avvenuti 30mila matrimoni in meno, mentre aumentano separazioni e divorzi. Anche dopo diversi anni dalle nozze.

Anche se non è un fenomeno nuovo, è in continua accelerazione: nel 2008 i matrimoni erano 4,1 ogni mille abitanti, nel 2010 sono stati 3,6 ogni mille abitanti. Non cala solo il numero dei matrimoni “tipici” (la coppia italiana che si sposa in Chiesa), ma anche quelli con cittadini stranieri, con rito civile in Comune. Si assiste, invece, all’aumento delle convivenze e delle nascite al di fuori del matrimonio.

La famiglia classica italiana non esiste più, nonostante sia rimasta un mito nell’immaginario di molti stranieri amanti del Bel Paese, soprattutto americani. La famiglia italiana reale si trasforma a una velocità impressionante, su cui la società e il mondo politico dovrebbero fermarsi a riflettere.

Ma perché ci si sposa sempre meno? Per molte ragioni, ma la più importante è la precarietà del lavoro che non permette di fare programmi di vita a lungo termine. Sempre secondo le indagini ISTAT, è disoccupato un giovane su tre e i precari sarebbero 4 milioni. I matrimoni sono i primi a risentire di questa situazione. Si tende a rimanere più a lungo nella casa paterna e ci si sposa molto più tardi rispetto a 30 anni fa. Un altro fenomeno in crescita è la convivenza prima del matrimonio, che, come detto, non sempre si verifica. Le giovani coppie preferiscono un paio di anni di “prova” prima di pronunciare il fatidico “sì”.

Certo, i fattori economici influiscono decisivamente al calo dei matrimoni, ma esiste anche un’altra ragione culturale: il matrimonio non ha più lo stesso valore di un tempo, perché è visto più come un adempimento burocratico e non un atto comunitario di rilevanza sociale.
Ciò che conta oggi è la propria individualità, il proprio benessere personale, ma anche la coscienza. Si tende a prendere impegni così importanti solo nel momento in cui ci si sente di poterlo fare.

Il matrimonio è un progetto che richiede molte rinunce e tanti sacrifici, ma che con il tempo, se la coppia è solida e legata da rispetto reciproco, diviene molto positivo e si scopre che vivere in due è molto meglio che da soli.

Vocabolario

  • le nozze (pl.):  sposalizio, matrimonio
  • l’accelerazione: l’atto, effetto dell’accelerare
  • l’immaginario: che è effetto dell’immaginazione
  • la precarietà: natura di precario, incerto, provvisorio
  • il disoccupato: senza un lavoro, un’occupazione
  • il fenomeno: tutto ciò che può essere osservato e studiato
  • l’adempimento: atto e effetto del dovere
  • l’impegno: obbligo, promessa

Il fumo non ama le donne

Il fumo non ama le donne. Lo ha scoperto qualche mese fa un’èquipe scientifica italiana. E il risultato è stato presentato a Parigi, in occasione del Congresso della Società europea di cardiologia: il fumo delle sigarette danneggia molto di più la salute delle donne che quella degli uomini. Secondo lo studio presentato dal Dipartimento di scienze farmacologiche dell’Università di Milano, il rapporto è di 5 a 1: una sigaretta danneggia l’organismo femminile cinque volte di più rispetto a quello maschile. Lo studio si basa su un gruppo di 1.694 uomini e 1.893 donne di cinque paesi (Finlandia, Svezia, Paesi Bassi, Francia e Italia).

In particolare è stata osservata l’influenza del tabacco sulla progressione delle malattie cardiovascolari nei due sessi. Le malattie cardiovascolari sono più forti e più presenti negli uomini fino ai 55 anni. Tra i 55 e i 75 anni i dati della popolazione maschile e femminile sono equivalenti. Dopo i 75 anni le donne hanno una percentuale di malattie cardiovascolari superiore a quella degli uomini. E questo è un fenomeno nuovo.

Negli ultimi anni, secondo lo studio, le donne tendono a “copiare” lo stile di vita poco sano degli uomini: stress, fumo, alimentazione ricca di grassi. Questo trend si osserva anche in Italia. Nel nostro paese, nonostante le campagne antifumo, nel 2010 si è raggiunta per la prima volta la parità tra il numero di fumatori e il numero di fumatrici.

  • fumo: prodotto gassoso di una combustione
  • l’èquipe: gruppo di medici che lavora allo stesso progetto
  • in occasione di: presentato durante un avvenimento o circostanza particolare
  • danneggiare: fare danno, guastare
  • la salute: stato di benessere fisico e psichico
  • osservare: guardare o esaminare con attenzione
  • la malattia cardiovascolare: disturbo fisico legato al cuore
  • equivalente: che ha lo stesso valore
  • superiore: che è maggiore per numero
  • sano: che è esente da malattie
  • l’alimentazione: gli alimenti stessi
  • nonostante: a dispetto di, senza curarsi di
  • raggiungere: arrivare allo stesso numero di casi

Esercizio: preposizioni

Completate le frasi con la preposizione e, se necessario, l’articolo mancanti. Troverete le soluzioni sul primo commento.

1. Donne ____ 55 e i 75 anni.

2. Il Dipartimento ____ cardiologia.

3. ____ ultimi anni le donne copiano lo stile di vita degli uomini.

4. Lo studio si basa ____ un gruppo misto.

5. Questo trend si osserva anche ____ Italia.

6. L’influenza del tabacco ____ malattie cardiovascolari.

7. Il risultato è stato presentato ____ Parigi.

Dettato: Un mondo che si parla per e-mail (livello B1, 1 di 6)

Dettato: Un mondo che si parla per e-mail.

Leggi ed ascolta attentamente il video seguente. Armati di carta e penna e prova a fare il dettato proposto. Fammi sapere se l’esercitazione ti è piaciuta e se hai dei suggerimenti per migliorarne l’efficacia. Condividi questo post con i tuoi amici in FB, Twitter, per e-mail… A presto!

Brano musicale: Rondò veneziano, La piazza.

Trascrizione: Ormai tutti conoscono il grande successo degli SMS, cioè dei famosi messaggini che la gente si scambia con i telefoni cellulari. Uso che sta dando origine anche a una specie di nuova lingua piena di invenzioni. L’altro giorno un nostro amico ha ricevuto il seguente messaggio: “K 6?”. Un mistero? No, basta pronunciarlo e tutto sarà chiaro: “Chi sei?”. Però invece di sei caratteri se ne impiegano tre, e così via.